accordo?
Accordo è un termine che si utilizza nel linguaggio quotidiano. Si dice ad esempio “trovare un accordo”, “Andare d’amore e d’accordo”. Bene, non tutti sanno che questo è un termine che ha origine nel linguaggio musicale. Un accordo infatti è letteralmente una sovrapposizione di più suoni, di più note, che vengono suonati o intonati contemporaneamente.
Ad esempio, in un accordo di DO Maggiore eseguito al pianoforte, la mano del pianista suona contemporaneamente tre note.
Ma è possibile trovare anche degli accordi suonati da più strumenti che eseguono contemporaneamente note diverse.
Possono essere eseguiti da sezioni di fiati, o addirittura da un coro: voci umane che intonano note differenti, che cantano in stile accordare.
È interessante riflettere sull’etimologia di questo termine.
La prima è la “corda”, come in “accordare uno strumento”, quindi far risuonare in maniera armoniosa più corde di uno strumento, come un pianoforte o una chitarra.
Ma c’è una seconda etimologia, forse più interessante, secondo cui il termine deriverebbe dal termine Cor-Corvis, il cuore, quindi la concordia, l’armonia complessiva di questa sovrapposizione di suoni.
Nella teoria dell’Armonia, semplificando, troviamo degli accordi consonanti, che vengono chiamati anche triadi, tre suoni per l’appunto.
Accordo di do maggiore, accordo di fa maggiore, di sibemolle maggiore, di mimemolle minore.
Questi sono accordi consonanti che danno all’ascolto una sensazione di stabilità.
Ci sono poi accordi dissonanti, come ad esempio la Settima: in questo caso prendo le tre note iniziali dell’accordo di do maggiore, ma aggiungendo un’ultima nota che da una sensazione più tesa. Si chiama settima perchè ci sono sette note di intervallo tra la prima e l’ultima.
Questo accordo da una sensazione meno stabile. Ciò che l’orecchio richiede è di sentire una risoluzione su un accordo consonante.
Questo rapporto di tensione-rilassamento è alla base di molta musica occidentale, in vari generi. Ancora oggi è un rapporto fondamentale.
Gli accordi dissonanti sono classificati in base al tipo di intervallo: ci sono settime, none, undicesime; accordi invece basati su intervalli di seconda, quasi cluster; intervalli di quarta.
È possibile creare degli intervalli dissonanti estremamente differenziati. Nella teoria armonica gli accordi vengono classificati in maniera differente.
Nella variante classica le settime vengono classificate in specie: una settima dominante o di prima specie, di seconda specie (in cui si abbassa solo una nota), di terza, di quarta, quinta ecc.
Questi accordi, ad esempio, nel sistema delle sigle di tanta musica attuale, hanno nomi differenti.
Resta il fatto che la teoria degli accordi è uno dei pilastri della musica occidentale.

